Dell’ IO


Io sono carne che pensa,
pensiero che sanguina.

Io non nasco puro:
nasco urlando,
affamato,
prima ancora di avere un nome.

In me l’animale non è caduto,
non è salito:
ringhia, desidera, si accoppia,
fugge l’inverno,
morde tutto ciò che gli somiglia troppo.

Sopra questo corpo inquieto
ho eretto parole alte,
cieli ordinati,
leggi che promettono salvezza
e tengono ferma la paura.

Io parlo di luce.
Invoco il vero.
Voglio ascendere.
Voglio capire
senza rinunciare al controllo.

Ma in me il dio non è sovrano:
è un impulso,
un guizzo,
una febbre
che a volte mi attraversa
e altre volte
mi lascia vuoto.

Quando cade la notte
non sono spirito:
sono respiro corto,
memoria del branco,
odore di terra e di sangue.

Io sono capace di cura,
di crudeltà brutale,
di compassione stanca,
e di silenzi che feriscono più delle lame.

Non mi assolvo.
Non mi nego.
Non espello la bestia per sentirmi degno,
non mi inginocchio a un dio esterno,
perché sono io il mio dio,
e il mio demone.

Cammino con entrambi addosso:
la fame che non ragiona
e la coscienza che non dorme mai.

Se c’è una verità dell’Io
non è purezza,
ma presenza nuda.

Restare.
Restare mentre il corpo vuole
e il pensiero giudica.
Restare senza scuse,
senza altari,
senza maschere pulite.

Io sono l’inquisitore che condanna l’Eresia,
sono colui che accende il rogo,
e sono l’Eretico che ci brucia dentro.

Eppure proclamo “Io”
sapendo che dentro
c’è carne,
c’è desiderio,
c’è paura,
e a volte,
solo a volte,
un lampo che vale il rischio
di non mentire più.

Tremando,
morendo,
rinascendo,
sempre incompleto,
sempre intero.

Io.


Venerabile Maestro della Sacra Loggia Eretica Ad Lucem Per Haeresim
Petrus Mauricius Lovisoli
Ex antiqua stirpe Vinciensi
Anno Lucis ∴ 6026


Dichiarazione di natura giuridica e ideale

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