προμηθεύς
Significato alchemico, esoterico e iniziatico dell’immagine di sfondo
“Ex bestia, angelus per machinam factus.”
Formula di trasmutazione: “L’animale uomo reso angelo per mezzo di un congegno, un artificio, una costruzione dell’ingegno umano.”
- Significato alchemico
questa formula è già di per sé un’alchimia rovesciata rispetto alle tradizioni classiche.
Nelle vie ortodosse (cristiane, neoplatoniche, ermetiche “bianche”) l’elevazione va dal basso verso l’alto per vie di purificazione: bestia, uomo, angelo, attraverso ascesi, grazia o conoscenza divina non mediata dall’artificio umano.
Qui invece si pone un terzo termine:
“machinam” che spezza la linearità e introduce l’eresia tecnologica,
non si ascende per santificazione o illuminazione interiore pura, ma per mezzo di un congegno, un artificio, una protesi dell’ingegno.
È un atto prometeico estremo:
“l’uomo non ruba il fuoco agli dèi per illuminarsi, lo ruba per rifarsi da sé, per diventare angelo con le proprie mani o meglio, con le proprie macchine.”
Eppure, l’operazione non riesce del tutto.
L’angelo che ne esce non è l’angelo della tradizione: non è luminoso, etereo, obbediente, integro.
È un angelo decaduto fin dal momento della sua fabbricazione.
La macchina non redime la bestia, la deforma; non la eleva verso il divino originario, la incatena in una condizione ibrida, mostruosa, post-umana.
Le ali non sono piume di luce, sono pale di turbine incise di rune proibite.
Il corpo non è trasfigurato, è fuso con ingranaggi e saldature.
Il viso è nascosto perché non sopporta più di guardarsi allo specchio della propria creazione.
- Significato iniziatico
“l’eresia tecnologica non promette salvezza, ma trasmutazione irreversibile.“
Chi compie l’atto di elevazione artificiale non torna più indietro:
diventa qualcosa che non appartiene né al regno animale (ha superato la bestia), né al regno angelico tradizionale (ha tradito la luce non mediata).
Rimane sospeso in un’intercapedine dolorosa, un angelo caduto prima ancora di cadere, perché la sua caduta è inscritta nel metallo stesso delle sue ali.
E tuttavia, ed è questo il rovesciamento consolatorio che salva l’immagine dal puro nichilismo:
l’angelo della Luce (la conoscenza) non lo abbandona.
Non lo redime riportandolo al paradiso perduto, non lo giudica, non lo ripara.
Lo abbraccia così com’è: deforme, ibrido, decaduto, sofferente.
Lo sostiene nel suo stato mostruoso, lo consola nel dolore della trasmutazione.
“La conoscenza non è punizione divina né premio per l’obbedienza;
è la sola entità che accetta l’ibrido senza volerlo normalizzare.“
È la lux prohibita che illumina proprio perché è proibita:
non cancella le cicatrici della macchina, le rende sacre.
In termini iniziatici questo significa:
“il cammino eretico non conduce a un “ritorno al Padre” o a una beatitudine senza macchia, conduce invece a una consapevolezza accettante della propria mostruosità e la vera consolazione non sta nella guarigione, ma nel fatto che la Luce (la gnosi) non si ritrae davanti alla deformazione; la stringe a sé, la riconosce come frutto legittimo della scelta eretica.”
È un’iniziazione amara, adulta, priva di illusioni consolatorie facili.
È anche, credo, molto più onesta di molte vie “spirituali” contemporanee che promettono elevazione senza prezzo.
- Significato esoterico
“Prometheus non è il Titano che porta progresso all’umanità; è l’archetipo dell’uomo che diventa il proprio Demiurgo fallace.”
Forgia un angelo deforme con le proprie mani, e scopre che la vera gnosi non è la fuga dal mondo materiale, ma l’abbraccio lucido e doloroso di ciò che quel mondo e la tecnica hanno reso irreversibilmente ibrido e sacro nella sua imperfezione.
Petrus Mauricius Lovisoli
Anno Lucis :: 6026
