Dell’Anima


La mia anima non conosce scale né gradi,
non si inchina a simboli,
non si misura con compassi o squadre.
Essa è un fuoco sospeso,
libero dal peso della materia,
capace di attraversare ciò che il corpo teme e trattiene.

Non credo che il corpo sia prigione,
né tempio definitivo.
È solo il veicolo, fragile e luminoso,
che ci permette di toccare il mondo,
eppure non ne è il confine.

Lo spirito, invece, cammina oltre.
Non ha chiavi né porte,
non conosce segreti da custodire.
Esiste in ogni spazio dove il corpo tace,
in ogni respiro che non osa fermarsi,
in ogni silenzio dove la verità si manifesta senza forma.

L’anima esiste prima e dopo il corpo.
Non nasce e non muore con esso:
vive, si sviluppa e cresce eternamente,
in un percorso che sfugge ai tempi della materia,
che apprende senza limiti,
che attraversa mondi, spazi e dimensioni
che la mente ordinaria non può comprendere.

La morte non è termine:
è porta di rinascita,
momento in cui l’anima lascia il veicolo terreno
per tornare a sé stessa,
più libera, più consapevole, più luminosa.
Ogni fine corporea è inizio spirituale,
ogni respiro che si spegne
è scintilla che si accende altrove.

La mia eresia è questa:
che l’anima non segue le leggi del Tempio,
che il vero cammino non passa attraverso i gradi,
ma attraverso l’esperienza diretta del fluire invisibile dello Spirito.

Dichiaro che la vera iniziativa non è il rituale,
ma la capacità di percepire la scintilla interiore
che non appartiene al mondo visibile.
E chi ascolta questa scintilla
sa che il senso non è un dono,
non è un segreto da rivelare,
non è una cima da conquistare.
Il senso è un incontro,
un passo sospeso tra il qui e l’infinito.

L’anima, così liberata, non teme la solitudine:
essa si riconosce nelle altre anime libere,
si accende nella luce che non ha nome,
e continua a cantare,
anche quando il Tempio tace,
anche quando i simboli si sgretolano,
anche quando il corpo si arrende.

Ecco la mia dottrina eretica:
non adorare il segno,
non servire il rituale,
ma seguire la scintilla che brucia oltre il corpo,
fino a dove nessun ordine può guidare,
fino a dove l’anima cresce eterna,
fino a dove finalmente si conosce,
rinascendo ad ogni morte,
libera, luminosa e senza confini.


Venerabile Maestro della Loggia Ad Lucem Per Haeresim

Petrus Mauricius Lovisoli, ex antiqua stirpe Vinciensi.

Anno Lucis ∴ 6026


Dichiarazione di natura giuridica e ideale

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